le prime esperienze

Giorno dopo giorno con puntualità, la pazienza e la precisione dovevano accrescersi, perché l'obiettivo era raggiungere la minuziosità e la perfezione scrupolosa del mio maestro.
Le distrazioni e lo svago erano davvero pochi, ma la passione e la voglia di imparare erano tali da non farmi avvertire né le rinunce né la delusione per qualche insuccesso. E così, le mie mani divennero strumento per piccoli grandi opere, accennando le emozioni del cuore, mentre i miei trepidanti occhi vedevano realizzati tutti i miei sacrifici.
Tuttavia, restavo un ragazzo.
Appena possibile correvo a casa di mia nonna, dove era sempre pronta per me una carezza e dove la mia forza giovane era a sua disposizione anche per accompagnarla alla fontana della strada per attingere l'acqua.
E poi, venivo rapito dal suo giardino, con le tipiche piante aromatiche, menta, rosmarino e salvia. Curava con passione i suoi fiori, per dimenticare le sofferenze e i patimenti dei giorni passati; ma quello che più la rendeva felice, di una gioia semplice e unica era vedere aprirsi, con bella grazia, le sue calle.
Questa è l'immagine più chiara della mia gioventù: le calle della nonna, schiudersi in ogni primavera.