l'infanzia

La mia storia, quella di Biagio Santo, è la storia della mia terra, dell'Italia del Sud, del Salento autentico, fatto di uomini e donne dediti al lavoro e al sacrificio, terra di ossimori, rude e gentile, intrisa di colore e profumi.
Sono cresciuto qui, nelle strade impolverate del dopoguerra, a piedi scalzi, dove le case erano composte da sole due stanze e la porta del vicino era sempre aperta, perché si viveva e si cresceva insieme.
E' impossibile per me non pensare al passato, quando da bambino di undici anni iniziai, subito dopo la quinta elementare a prendere in mano l'ago e il filo e soprattutto a toccare i tessuti.
I miei genitori, infatti, mi portarono dal maestro sarto più qualificato del paese, Don Umberto, perché imparassi il mestiere.
Dapprima nel retrobottega, con un singolare spirito di sacrificio appresi passo dopo passo le fasi della cucitura di un abito, seguendo con umiltà le indicazioni e la spiegazione del maestro.